STRING LIGHTS: LE LUCI CHE ARREDANO

Chi non si è mai scontrato con l’inadeguata distribuzione di interruttori e punti luce della propria abitazione? Quante volte avremmo voluto illuminare una zona piuttosto che un’altra o far ruotare liberamente, indipendentemente dalla fonte di luce, gli arredi di una stanza?

Con la serie String Lights, Michael Anastassiades firma per Flos un’elegante collezione di luci nomadi che reinterpretano il tema della lampada a sospensione sganciandolo dal vincolo del punto luce fisso. Un filo elettrico nero, essenziale e netto come un tratto di matita, attraversa l’ambiente disegnando nell’aria trame geometriche che culminano nella fonte luminosa: un diffusore a LED a forma di cono o di sfera.
Un’idea ingannevolmente semplice, non facile da ingegnerizzare e mettere in produzione, che cela un interessante percorso di sottrazione operato su forme e materiali. Dietro String Lights c’è la propensione del designer cipriota per il segno meno. La ricerca della forma necessaria lo ha portato a distillare il concetto di illuminazione e a concentrarsi sulle fondamentali istanze di relazione con lo spazio circostante.
Il risultato è una lampada site-specific, che trasforma lo scenario domestico con pochi gesti di grande effetto visivo illuminando stanze e oggetti in maniera ottimale. L’articolata struttura di fili tesi si confronta con l’architettura che la ospita arredando lo spazio.

L’idea dei cavi tesi deriva da una precisa suggestione di Michael Anastassiades che una notte, osservando il cielo stellato attraverso i finestrini di un treno in corsa, venne colpito dalla potenza grafica dei cavi elettrici. Guardandoli notò come ritagliassero il paesaggio, inquadrando la puntuale luminosità degli astri. Per associazione ripensò anche alle piazzette mediterranee illuminate a festa da intrecci di lampadine penzolanti.
È così, ricomponendo quelle immagini, che Anastassiades è arrivato a individuare nel cavo elettrico l’elemento grafico primario, da integrare con una serie di tensori che amplificano la complessità delle orditure. L’infinita possibilità di configurazioni, oltre a connotare l’ambiente in modo personalizzato, permette il libero posizionamento del diffusore nello spazio.
Bastano poche operazioni alla portata di tutti, un trapano e un po’ di ingegno creativo per inventare la propria personale composizione di linee che, partendo dal punto di alimentazione, arriva alla zona da illuminare.

Poetica, funzionale e bella, la serie String Ligths conquista per il design moderno e primordiale che tramuta l’assoluta necessità delle forme in linguaggio. Una bellezza che non lascia margini al dubbio: fatta di prodotti ben confezionati, dai dettagli perfetti e dalle lavorazioni esclusive. In pieno stile Flos, che nel frattempo prosegue con successo sul cammino della sperimentazione alzando la posta e chiamando uno spirito indipendente come Anastassiades a confrontarsi con la produzione seriale. Una sfida coraggiosa, intrapresa in bilico tra arte e design, che affianca alla poetica del concept la fattura ineccepibile e la qualità tecnologica firmata Flos.

FONTE: ELLE

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