Come illuminare la sala da pranzo nel modo giusto

Come illuminare la sala da pranzo nel modo giusto

giugno

11

2018

Quanto tempo si dedica alla scelta del tavolo, delle sedie e dei complementi d’arredo per la zona pranzo?

Spesso ad essere involontariamente trascurato è il progetto dell’illuminazione di questa specifica area che invece dovrebbe rispondere anche a un preciso compito funzionale.

Alla scelta del lampadario da predisporre sopra al tavolo o delle soluzioni alternative all’unico punto di luce andrebbero infatti dedicati tempo e attenzioni, per evitare la formazione di porzioni di ombra sul tavolo, ma anche fenomeni di abbagliamento e sgradevoli riflessi.

Proviamo a fare chiarezza, tracciando 7 linee guida generali alla scopo di imparare a illuminare la zona pranzo senza errori.

Soluzioni combinate

Associare più fonti luminosi, da integrare al contributo offerto in orario diurno dalla luce naturale, è sempre una buona idea. Faretti, meglio se direzionabili, disposti nel controssofitto, lampade da terra regolabili con dimmer, sospensioni che irradiano la luce in più direzioni, oltre che sul piano in maniera diretta, vi permetteranno di definire le migliori condizioni per le diverse situazioni: dalla cena romantica all’uso del tavolo per la classica tombola in famiglia nei giorni di festa. Photo Credits: pinterest.com/enzolivolti

Lampade a sospensione in serie

A ciascun ospite la stessa luce! Uno degli errori più frequenti nei quali, spesso involontariamente, si finisce quando si è alle prese con l’illuminazione della zona giorno è concentrare il cono luminoso sulla zona centrale del tavolo. Le estremità sono così destinate a restare in ombra. Predisporre apparecchi in seguenza assicura condizioni simili per tutti i commensali.Photo Credits: pinterest.com/barsaabaagii

Un unico lampadario scenografico 

Nelle piccole case, quando la zona giorno è formata da quattro sedute fisse e da un tavolo a sviluppo quadrato o rotondo, si può optare per un unico punto luce da caratterizzare con forza attraverso un lampadare scenografico. Tra gli aspetti da tenere in considerazione, in casi come questo, non c’è solo la scelta del giusto modello ma anche il suo corretto posizionamento in altezza. La luce, infatti, andrebbe proiettata a una distanza di circa 80 cm dal piano del tavolo. Photo Credits: pinterest.com/lyaklaire

Mix di lampadine… a vista!

Tra le tendenze che hanno avuto maggiore diffusione nell’ultimo periodo rientra l’impiego, anche nella zona pranzo, delle lampadine con cavo in evidenza e bulbo a vista. Disponibili in una gamma ampia di formati e di dimensioni, tendenzialmente assicurano una “luce calda”, ovvero tendente verso la parte rossa dello spettro luminoso, nella zona di inserimento. Attenzione agli eccessi al momento della scelta dei ciascun apparacchio! Photo Credits: pinterest.com/homedsgnideas

Mai pensato a una lampada da terra?

L’impiego di una lampada da terra per l’illuminazione della zona pranzo non è da escludere preventivamente. Tuttavia, proprio nell’ottica di evitare aree del tavolo eccessivamente illuminate a discapito di altre, questa soluzione risulterà efficace se associata ad altre fonte di illuminazione, in grado di ridurre la formazione di sgradevoli porzioni di buio o penombra. Photo Credits: pinterest.com/mariags911

La catenaria di luci per i pranzi speciali

Occasioni speciali, feste in famiglia o tra amici, piccoli eventi domestici possono portare all’estensione della zona giorno. Di fronte a queste trasformazioni temporanee si è solitamente preparati grazie all’uso con prolunghe o all’unione di più tavoli. Ma cosa succede sul fronte dell’illuminazione? Talvolta ci si dimentica di questo aspetto. Si può ovviare in maniera intuitiva, economica e rapida predispondo soluzioni davvero easy, come l’impiego di catenarie con bulbi a vista o di lampade da terra aggiuntive. Photo Credits: pinterest.com/mllemirifique

All’insegna del mix di stili e soluzioni

Nel progetto di illuminazione della zona pranzo, come sempre, andrebbe tenuta in considerazione la quantità della luce naturale in ingresso nell’ambiente, l’identità cromatica delle pareti della stanza e il numero di punti luce effettivamente disponibili. La regola generale suggerisce di tenersi al riparo non solo dalla formazione di ombre, ma anche dagli altrettanto fastidiosi disturbi dovuti all’abbagliamento e ai riflessi sul piano. Laddove possibile, l’unione tra soluzioni a soffitto, a parete, a terra consente di definire uno spazio gradevole, in grado di compensare la diversa illuminazione della stanza nelle varie ore del giorno. Photo Credits: pinterest.com/krystennt

FONTE: www.grazia.it

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